venerdì 24 agosto 2007

Non fa paura



Così, quando arriverà il momento, sarà in silenzio. Nel silenzio di una zampa che piano affonda nella neve, di una goccia d'acqua che resta appesa alle labbra prima di scivolar via e cadere in una pozzanghera arida.
Non avrò paura, e non ne avrò il tempo. Per separarami dall'ombra di uno sguardo pallido che veglia sulle mie parole, e che attende seduto in angolo il momento per divorarmi l'anima inconsapevole. Ed io precipitato ancora una volta nell'incantesimo di esser rapito e di aver inchiodato in quell'illusione i miei pensieri,  non consento  all'anima di germogliare, perdendo tra i vermi gli acerbi prodotti della mia coscienza.
Mi osservi attraverso i vetri dell'inverno, ed il tuo fiato rende a me sconosciuti i tuoi occhi, mentre le tue parole non giungono
nitide a placare questo assurdo tremore.
Una danza di lucciole fatue mi si posa sulla punta delle ciglia, ancora tetre e confuse alla notte, mentre il pelo argentato e fulgido riflette il candido intristirsi della luna circondata dall'umido che rende viscide le carezze sulla mia chioma. Non cercherò una tana in quel sentiero dove i rovi hanno graffiato le mie braccia curiose, non avrò il tempo per chiedere scusa, quando non avrò più parole che scorrono nei polmoni prima di esplodere in respiri che non potranno più promettere l'eterno. Il falso pulsare del mio cuore non ha mai promesso l'eterno neanche a se stesso. Nemmeno la favola d'un incanto infinito, neanche un bacio bugiardo che conserva già le lacrime dell'addio. Non avrò paura di svezzare i desideri che hanno la forma di una corsa tra le fiamme giunte ormai a divorare le piume delle mie ali. Mentre non ci saranno poesie a farmi da culla per il vento, solo il rifiuto di cavalcare quel cielo. L'orgoglio sta già carbonizzando, rifiutai che una mano stringesse la mia, ho sepolto gli abbracci, attendendo solo venerazione per caduchi pensieri trascritti, da immolare adesso all'altare della vergogna, e della vanità. Fuggo per inseguire il sorgere di una nuova aurora, per violentare altri giorni con l'ingordigia della mia nullità.

5 commenti:

  1. No, non direi... anzi... Cucciolo!

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  2. Non ci ho capito molto, ammetto... ma è solo perché sono davvero, davvero stanca. Detto questo, l'immagine è bellissima. Mi ha colpita prima ancora di leggere il post.


    Ciao!

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  3. Ps: almeno credo che sia solo perché sono davvero, davvero stanca... magari non ci avri capito un granché lo stesso ;-)

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  4. Ok, spento la musica (oggi ho il cervello talmente fumante che i suoni anche se piacevoli, me lo fanno sentire ancora più tirato) e riletto il post. Che dire... mi ripeto rispetto ai commenti dei giorni precedenti, ma lo trovo semplicemente bellissimo. Ah, no: questo lo avevo già capito prima, quando dicevo di non averne colto il senso. In realtà, credo fosse una mezza bugia... è che come senso non mi piace. E' pessimista. Io non faccio che scrivere cose pessimiste, ma se le scrivono gli altri... mi nasce dentro il rancore. Perché vorrei trovare dalle parole altrui la fiducia che non so trovare in me, vittima di tutte le picconate con cui la mia vita le ha scalfite. Perciò per questa sera, facciamo finta che non ne ho colto il senso... che poi che rabbia: avrei potuto scrivere le stesse parole, magari in modo diverso, ma questa dannata visione delle cose la ho anch'io. Ma forse devo solo trovare la mia dimensione, quanto tu devi trovare la tua. Ci sono persone che non potranno mai trovare una loro dimensione... non hanno abbastanza potenzialità interiori ed intellettive... ci sono persone che invece DEVONO trovarla. Io sono tra queste, tu, pure. La troveremo, e muteremo i nostri punti di vista.


    Riciao!

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