mercoledì 4 maggio 2011

La dolcezza del ferroviere


- Ti sei svegliato presto stamattina.


- Erano circa le quattro.

- Ma sei andato a letto all'una... Qualcosa ti turba?

- Le mie soddisfazioni più sfarzose le colgo nel rimuovere i Trojan dal mio netbook.

- Mi dai libero accesso ai tuoi pensieri reconditi?

- Non ho più la password.


Si sentiva a propio agio e d'accordo con una minoranza di persone. Ora neanche più con quella. Saranno state le immagini taroccate del volto pestato a sangue di Osama Bin Laden, e gli esotici racconti di assolate strade africane, ma quella notte s'era svegliato di soprassalto.

S'era scoperto a rimestare nostalgie in preda ai narcotici riflessi di una fase REM viziata da una propensione insana tra psicanalisi ed Inception. I sogni l'avevano spesso condotto a recuperare  i ritardi lungo i binari di un treno in imminente partenza, popolato da viaggiatori malformi.

Si recò al lavoro con insolita solerzia, motivato a sospendere quell'incidentale episodio nel background della sua paga giornaliera. Non riusciva a giustificare i propri comportamenti e le parole che mancavano puntualmente l'appuntamento con l'opportunità e l'occasione di eventi lanciati a velocità non irresistibile, lungo la tratta che gli era stata assegnata nel turno mensile.

Poteva sembrargli una ritirata spagnola da tutti i mea culpa inculcati dalle inadeguatezze degli appuntamenti precedentemente colti con precisione svizzera.
Adesso disegnava involontariamente olgrammi nel proprio fiato, in un umido mattino di maggio, aspettando che il proprio spuntino di metà mattina si scongelasse.

Mancava la dimostrazione pratica delle proprie doti, quelle che avrebbero consentito ad una mente moderatamente brillante di collocarsi come meglio avrebbe meritato.

Non tutti i suoi talenti erano stati resi al termine del viaggio. E non tutte le coincidenze aspettano il congiungersi degli animi proprizi con l'approssimarsi degli attimi compiacenti. Scendendo dalla carrozza accidentata era stato poco accorto a non dimenticare un bagaglio colmo di delicate attenzioni e dolci premure che sembrava ora irrintracciabile.

La sera precedente non aveva bevuto. Colei che lo accompagnava aveva il fiato d'un cocktail ionizzato.

- Perché non riesco a dirti mai di no? Te ne stai lì con lo sguardo perso che ti mura alle spalle della civiltà. Fammi entrare.

- Non c'è nulla.

- Hai le mutande troppo strette. Laggiù c'è qualcosa che soffre la mancanza di adeguati spazi.

Interruppe bruscamente la propria opera in seguito ad un giramento di testa. Aveva bisogno di vomitare e corse in bagno.
Lui la seguì con gli occhi, guardando altrove uno specchio che poteva rifiutarsi di ritrarlo in quella vergognosa sospensione dalla propria dignità.

Lei era piegata a singhiozzare. Smaltiva le conseguenze dei propri eccessi, e della propria miserabile riluttanza a smettere di umiliarsi per la libera scelta di farsi trattatre da rimorchiatore a chiamata per solinghi rottami.
S'alzò di scatto e la raggiunse. Era china, e le sollevò la gonna mentre lei espelleva. Cominciò a prenderla con veemenza da dietro, ed i singhiozzi acidi di lei si frammisero a sussulti.
Ché in quello spurgo avrebbe risolto la contraddizione che lo lacerava e lo esiliava nella condanna ad un silenzio di un'anima non del tutto espressa.
Finì, ed andò via senza un saluto, dopo aver rimosso con dovizia le tracce dell'incauta brama di autodistruzione.

Dinanzi al treno in partenza ripercorreva l'inflazionamento e lo sperpero di vita che lo aveva condotto a spalare quella tale montagna di merda dalla porta d'ingresso della felicità.
L'insipiente inadeguatezza che ne era venuta a galla, e la dolcezza che era stata estinta.
Non era stato il suo lavoro a renderlo un po' più cinico, un po' più avaro.

Poi all'improvviso la chiamata che aveva smesso di attendere, quella che avrebbe reso più accettabile il ritardo della sua coincidenza. Quella voce che sottendeva gioia ed innocenza tra i silenzi impercettibili che fluiscono tra una domanda e una risposta.

- Volevo soltanto chiederti l'orario del prossimo treno in partenza da Milano. Tutto qui.

Tutto qui.

 

3 commenti:

  1. http://www.youtube.com/watch?v=ResLOFXJAhA&feature=related

    facciamoci una suonata folk.

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  2. ...che è meglio ;)

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