venerdì 2 novembre 2007

Novembre





Theme from Vanilla Sky Soundtrack


Novembre, il mio tempo; dove io vivo è sinonimo di nebbia e nuvole. L’aria umida che sale dal mare si addensa in un manto di panna schiumosa che abbraccia la collina facendola svanire agli occhi della valle. Io non calpesto più alcuna terra, la mia casa ha le radici tra quei foschi vapori che, come un bianco velo posato sul lume acceso accanto al letto per render meno sconosciuta la notte all'insonne, filtrano e spandono un candido bagliore nei sorrisi notturni della luna. 


Non resta che sfidare la vertigine e l'ansia del vuoto, quel vuoto che scompiglia i capelli travestendosi da un burbero sbadiglio del vento, diffondendo tra aliti stonati e infragilite foglie il richiamo d'un letto di cartoni e giornali per i miei sogni ormai nomadi. Quelli che s'allietano delle fuggevoli comparse del nostro viaggio, protagonisti inconsapevoli durante quelli che permangono alla zoppa memoria come le note incerte di corde allentate in una chitarra stordita. Quelli che s'attardano ogni notte sulle panchine di stazioni sempre nuove, senza un tetto di stelle e senza un cuscino di piuma d'oca.


Il vuoto che fuori e dentro spazzola le serate dalla polvere d'un'incontenibile frenesia di ridere senza  ragione di quella beffarda sorte che ti tiene ancorato alla vita, nonostante tutto. Mi ricorda con quanti passi ho sporcato i miei giorni, mentre piano mi separo dal limite che rende tutto assimilabile alla normale percezione della bellezza.
Per esser vero e adorabile, tutto si deve poter spegnere e raccontare.
E trasmigrare da pensiero a ricordo.
Come un passero che insegue una rondine nel suo perenne rincorrere un mattino di sempiterna estate.


Novembre, mi accesi in seno ai tuoi occhi rossastri, mentre distratto covavi chissà quali deliri.


Felicità?
Vivere una vita vera, quella vertigine in bilico nel vuoto, non fa paura.


 


Nessun commento:

Posta un commento