martedì 6 novembre 2007

Dott. Alcor, one year later







Nella sera di San Leonardo dell'anno scorso sono diventato dottore. Non che me ne freghi qualcosa, che la vita sia migliorata o peggiorata professionalmente parlando, continuo a studiare, è la cosa che so fare meglio, è cambiato solo che agli esami mi trovo dalla parte opposta della cattedra; mi sento dare del "professore" da studenti magari anche più grandi di me.
Il 6 novembre è solo una data, una convenzione scritta accanto a proverbi, oroscopi e ricette di dolci su fogli di carta appesi al muro della cucina. Nel corso della vita abbiamo bisogno di fissare degli appuntamenti con noi stessi, lo facciamo per chiarirci sulla destinazione del nostro viaggio e sul senso di quello che abbiamo attraversato fino a quel momento. A quegli appuntamenti arrivo sempre in ritardo, e dopo aver fatto una corsa estenuante per rincorrere il mio tempo, giungo col fiatone a rendermi conto che nessuno mi ha mai aspettato.
La poesia di Baudelaire che ho trasformato in un video quassù con la musica di Philip Glass (Truman Show Soundtrack) doveva essere l'intro di un piccolo corto che dovevo girare sulla mia laurea. "Elevazione", quel giorno doveva essere un punto di rottura della mia vita, invece non è stato altro che uno strettissimo budello che separa le due ampolle di una clessidra che si rovescia all'infinito. I nostri giorni sono saturi di prossimi starting point per le nostre attese e speranze. Dobbiamo per forza disseminare il futuro di rampe di lancio in cui rimandare ogni volta il nostro salto, e passiamo mesi ed anni a trastullarci in una vana attesa dettata dalla paura. Ingoiati dalle ombre, è più facile aspettare comodi un domani che magari è già diventato ieri…







Time


 Ticchettando via i momenti che riempiono giorni noiosi
Sciupi e sprechi le ore in una strada fuori mano
Scalciando in un angolo della tua città
Aspettando qualcuno o qualcosa che ti mostri la via.


Stanco di giacere nella luce del sole o stando a casa a guardare la pioggia
Tu sei giovane e la vita è lunga e c'è tempo da sprecare oggi
Ma poi un giorno trovi che hai 10 anni dietro di te
Nessuno ti avvisa quando correre, hai mancato lo sparo della partenza.


E tu corri e corri per raggiungere il sole, ma sta già tramontando
E ti sta correndo intorno per rispuntare alle tue spalle
Il sole è sempre lo stesso nella medesima strada, sei tu più vecchio
Col respiro più affaticato e un giorno in più vicino alla fine.

Ogni anno diventa più corto, e nessuno sembra trovare il tempo
Progetti che finiscono nel nulla o nelle mezze pagine di diari scarabocchiati
Sopravvivere in una quieta disperazione alla maniera inglese
Il tempo se n'è andato, la canzone è finita, e pensavo di dover dire qualcosa di più.


 


(Pink Floyd, Time, Dark Side of the Moon, 1973)


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