giovedì 16 dicembre 2010

Homini lupus


Ebbene, non gli serviva a niente fingere: non era affatto contento dell'esistenza di altri esseri umani. Non gli si  farciva l'esistenza di variegate distrazioni, non gli si coloravano le giornate, non aveva dismesso i panni lerci dell'insonne.



A dire il vero, a volte avvertiva una temporaneamente magnetica attenzione verso categorie circoscritte di popolo: elettori afferenti alla sua medesima circoscrizione elettorale in pieno godimento dei propri diritti politici, consumatori, clienti, puttane... persone a progetto.

Qualche conto, tuttavia, non tornava. Perché nonostante non facesse alcuno sforzo per variare  il gradiente di apprezzamento attivo e passivo tra lui e gli altri, gli capitava sovente di finire sul cazzo agli altri senza alcuna ragione.

Ma ciò che più lo turbava era di non riuscire a farsi odiare quando vi si adoperava scientemente: perché non riuscivano a capirlo.

E non vi è più profonda cesura con il convinto presiedere se stessi nel mondo dello sprecare il proprio odio verso chi non sa apprezzarlo.

10 commenti:

  1. Si, l'odio è prezioso, non sprecarlo.

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  2. L'odio è una risposta emotiva. Se riesci a controllare le emozioni.. o sei un cyborg o sei l'uomo della mia vita.



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  3. sono il cyborg della tua vita.

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  4. L'odio è come una pianta. Necessita di cure e attenzioni per crescere.
    (qualcuno direbbe lo stesso dell'amore)

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  5. Dimostramelo.



    -Quella di prima-

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  6. Non c'è niente da dimostrare agli anonimi.

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  7. smettila di pomiciare emotivamente con gli anonimi
    questo blog sta diventando un albergo a ore
    tzè

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  8. questo blog è una casa chiusa.

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