domenica 9 febbraio 2014

Il socio ACI

Ci ridi con distacco, ti sembra che quella tessera ACI numero 917655 barra UT non potrà mai entrare nel tuo portadocumenti che tua moglie dimenticherà in preda all'esaurimento e agli psicofarmaci.

Una pittoresca galassia di parodistico stupore.

Poi un giorno ti capita di telefonare ad un meccanico per prenotare una visita medica alla vettura attualmente a disposizione in comodato d'uso gratuito.

- Buongiorno, chiamo per una vettura in gestione della società X, volevo chiederle se siete nelle condizioni di fare il tagliando?

- Sì...

- ... Controllo delle pastiglie dei freni?

- Sì...

- ... Sostituzione di una luce di posizione fulminata?

- Sì...

- ... Cambio di olio e filtri?

- Sì...

- ... Pulizia dei filtri del condizionatore?

- Sì...

- ... Rimozione degli adesivi aziendali dalla carrozzeria?

- Sì...

- Però presumo che essendo un intervento fuori dalla manutenzione ordinaria, la rimozione degli adesivi aziendali presupponga che dobbiate giustificare l'intervento sotto forma diversa, perché molto probabilmente la società di leasing non contempla nelle condizioni contrattuali che si faccia carico delle spese dovute ad un'operazione che attiene un atto compiuto dalla società cliente e non da quella fornitrice che pure è tenuta a garantire la massima efficienza del mezzo fornito...

- Ce-ce-certo... Sì...

- Bene, mi dica quando posso portarle la macchina per la manutenzione.

- La chiamiamo noi.

- Perfetto. Ah! Mi scusi ancora un minuto, ma quando porto la macchina siete in grado di fare gli intervento in poco tempo? Perché altrimenti dovrei farmi accompagnare presso la vostra officina per non restare ad  aspettare a lungo...

Tu Tu Tu Tu Tu Tu Tu Tu Tu Tu Tu 


- Pronto? Pronto? Che strano, deve essere caduta la linea.

E a quel punto rifletti, e comprendi che la tessera ACI si materializza nel tuo portadocumenti nell'esatto momento in cui smetti di avere fiducia negli uomini, e nella loro autonomia di comportamento, e ti senti costretto a raccontare loro i passi da compiere per vivere e operare in nome di un mondo che non te lo mette nel culo, mascherando la mossa con la benda dell'insufficienza di prove, o di una buonafede smorfiosa e bugiarda.

martedì 21 gennaio 2014

Il Leader

Correvano i primi anni duemilaequalcosa. Il centrosinistra perdeva ancora una volta le elezioni, oppure non le vinceva sbagliando rigori a porta vuota, anzi, senza neanche la porta.

- Ma chi cazzo lo vota Berlusconi? L'hai votato tu!
 - Io? Nooooooooooooo...

Perché nel cuore di ognuno albergava la santa verità, e la piena consapevolezza che affidando le sorti del nostro popolo a cotal de cuius saremmo precipitati  dritti verso la deriva.
Ma al popolo non serve un messia capace di traghettare le sorti verso la terra promessa. Al popolo serve sempre una figura di cui lagnarsi, a cui imputare il pigro degrado impresso al destino.
Al popolo occorre sempre una nuova scusa per levarsi il piccio di crescere.
Come una femmina che si innamora del maschio bastardo per leccarsi le ferite, e autoassolversi raccontandosi che sì, in fondo, è tutta colpa del solito stronzo.

domenica 19 maggio 2013

Una Coscienza a portata di mano

C'era una volta R.

Una mattina si svegliò in un'umida casa di montagna. Aveva dimenticato la sveglia attiva per ricordare a se stesso che c'era sempre qualcosa da fare. Poteva percepire l'avanzata eel giorno pur non avvistando alcuno spiffero di luce dalle fessure degli antoni in legno. Quella stanza apparteneva a qualcuno di cui provava a ricordare l'odore.

Al buio tentò di ritagliare sagome intorno alla sua veglia, per decifrare la sua esatta posizione e scoprire dove fosse collocato l'uscio di quella stanza dalle pareti viola adornate. La trapunta era fredda, e le lenzuola attorcigliate in maniera disordinata sotto la schiena premevano in maniera fastidiosa sotto la sua pelle.

Un indolenzimento in corrispondenza della sua ascella sinistra gli ricordò che non la nottata era trascorsa lontano da casa.
Un tizio egiziano gli aveva offerto dei biscotti durante il viaggio, ma lui rifiutò perché i suoi occhiali da sole in ore notturne non gli consentivano di paragrafare le intenzioni sospese li in fondo, ad una breve e invalicabile distanza.

Poggiò la sua mano sul letto madido per sollevarsi.
Una impronta di sangue fu stampata dal suo palmo su quella superficie,  e un'orda di barbari echi gli attraversaroni la mente.
Portò le dita alla bocca per riconoscere la fonte della ferita e s'accorse di un taglio superficiale sul suo costato destro.

Allora s'alzò pronunciando il suo astratto nome. E con quelle dita tracciò un segno sulla porta che il sole non potè rimuovere.

Scrisse per lasciare una speranza a lui invisa. La speranza che nel luogo in cui ogni evento è stato possibile, nel luogo segnato dalla culla di ogni proposito fossero ancora presenti le tracce genetiche di una creatura che la natura aveva selezionato come invalida, condannandola alla sua prematura estinzione.
I resti di quel rigetti avrebbero consentito alla sua coscienza di riabilitarsi con il nome della stella nota agli sguardi acuti.
La melodia di parole dettate da una mente migliore e immacolata avrebbero ricucito le fibre di un'entità corrosa dalle percosse dei giorni infausti.

Aprì quella porta e vi scorse un tavolo in fondo alle scale. Vi era un vassoio con biscotti umidi e soffici. Non li assaggiò preferendone il profumo.  Ne raccolse un pugno di molliche residue a pasti marginali.
E svuotò le mani in un cortile bagnato.dalla pioggia.

L'acqua bagnò i capelli e un ricordo li sfiorò.
Tornerò, si disse.

lunedì 18 febbraio 2013

OST

- Alcor sei felice?

- Quando Philip Glass scriverà una musica per me, sarò felice.

sabato 9 febbraio 2013

Ucronia

Lei gli si accostò, consapevole che sarebbero state le loro ultime parole. Lui le prese la mano sinistra e cominciò a guardarle le dita.

Fece intuire di volerle dire qualcosa di molto riservato, così lei si avvicinò ancor più a ridosso della sua bocca. Potette ascoltare le sue parole sottili per lo scarso fiato che soccorre il giusto coraggio per pronunciare domande lunghe un'intera età.
Le accarezzava il penultimo.

- che cosa nascondi?

- che importanza ha ormai? Stai morendo.

- è da tutta la vita che sto morendo. Che cos'è questo?

- è una promessa non nostra che andava al di là di ogni cosa. Non tutta la mia vita ti sarebbe appartenuta.

- c'è mancato poco che tutto questo non sarebbe accaduto mai. 

- è come scegliere di perdere un treno.

- siamo stati vittime di una coincidenza, ogni attimo è una fecondazione bizzarra.

- è stato ciò che è riuscito a sopravvivere.

- ma noi non moriremo mai del tutto.

martedì 5 febbraio 2013

Self-power

- Alcor, dimmi qualcosa.

- Vota Bersani.


Il tutto nella completa noncuranza della reazione. Questa è convinzione pura. Una missione. La vendetta di dio sugli uomini. Vendicarsi di cosa? Del sorpasso dell'uomo ai danni di dio.