domenica 16 novembre 2008

Era solo un pupo






Fu un vero raccoglimento quegl'istanti rari che l'avara vita concede, di vera grande oggettività in cui si cessa finalmente di credersi e sentirsi vittima. In mezzo a quel verde rilevato tanto deliziosamente da quegli sprazzi di sole, seppi sorridere alla mia vita ed anche alla mia malattia. La donna vi ebbe un'importanza enorme. Magari a pezzi, i suoi piedini, la sua cintura, la sua bocca, riempirono i miei giorni.
E rivedendo la mia vita e anche la mia malattia le amai, le intesi!
Com'era stata più bella la mia vita che no quella dei cosiddetti sani, coloro che picchiavano e avrebbero voluto picchiare la loro donna ogni giorno salvo in certi momenti. Io, invece, ero stato accompagnato sempre dall'amore.
Da me la vita non fu mai privata del desiderio e l'illusione rinacque subito intera dopo ogni naufragio, nel sogno di membra, di voci, di atteggiamenti più perfetti.



Italo Svevo - La Coscienza di Zeno



giovedì 13 novembre 2008

Siate insipidi, siate scrotologoranti, siate banali e superficiali come la reflua schiuma che invecchia le onde.

Siate distratti come una foglia di mandorlo desta a febbraio e poi fottuta dall'inverno; siate lesti a fuggire le responsabilità, come un cane randagio che si lascia scappare l'osso marcio dalle fauci, alla prima faina che spia alla sua destra.

Siate irrisori ed inutili qualunquisti che battete strade senza marciapiede e segnaletica orizzontale.

Siate funzionali al mondo come una pista ciclabile al campo santo.

Siate, siate, e non rompete il cazzo a quelli come me, che alla vostra vergogna antepongono un Pinot Nero, una candela di oppio, e una pagina bianca puntellata da goccie di un inchiostro trasparente, con le mani in tasca e il naso pigro.

martedì 11 novembre 2008

25


Cazzo mamma, ti avevo chiesto il tiramisù.
Non la solita torta di mele con la margarina e la crema pasticciera!
 
Ma come?
Ti arrabbi! Mi intimi di imparare a prepararmi i dolci da solo? Vuoi proprio rimuovere quest'ultima ragione d'amore fra di noi, mamma?

Vuoi recidere queste ultime cellule del cordone ombelicale che raggomitola la mia solitudine e la mia alienazione?
Vuoi davvero uscire dal muro e fottere Edipo? E fai pure, fai... poi non piangere.




Mamma ti ama, figliolo,
E pure papà.
Ed il mare sembra tiepido,
ed il cielo pare azzurro.

Ma non andare a pattinare sul ghiaccio sottile. Come sulla vita.
Portandoti dietro silenziosi rimproveri,
di milioni di occhi in lacrime.
Il ghiaccio crepa ai tuoi piedi.

Scivoli fuori dai tuoi abissi e fuori di testa
Senti? La paura ti scivola dietro...
Mentre graffi.

- Cazzo fischi, Alcor?


- E nuda è la strada e i binari e le insegne e nuda sei tu...  il mondo ora è nudo, se non lo copre il tuo sguardo...





domenica 9 novembre 2008

21





Ho già sulle spalle un bel fardello di cose passate.
E quelle future?


Che sia per questo, per non sentire il peso di tutto questo, che continuo a non prender nulla sul serio?

venerdì 7 novembre 2008

18


- Buon giorno Prof.

- Uè, il dott. Alcor... Che ci fai qui?

- Niente, sostituisco un suo collega per qualche ora di ricevimento con gli studenti.

- Chi sostituisci?

- Il prof. XXXXXXXX

- Ah, capisco, XXXXXXXX ha rotto i coglioni.

- Son d'accordo con lei Prof.

- Bene, Alcor, andiamo a farci il caffè.

- Subito Prof.